I buoni pasto e smartworking: quali diritti?

Nessun diritto automatico ai buoni pasto in smart working

In caso di svolgimento dell’attività lavorativa in regime di smart working, il diritto o meno del dipendente alla percezione del buono pasto dipende dal contenuto dell’accordo scritto formalizzato fra datore e singolo lavoratore.

A tal proposito, infatti, non vi è alcuna disposizione normativa né del contratto collettivo di lavoro che imponga alle imprese la concessione dei buoni pasto anche in occasione delle giornate di smart working dei propri dipendenti.

Dunque, in mancanza di un obbligo in tal senso, non vi è nemmeno alcun automatico diritto in capo al dipendente.

Anzi, come di recente precisato anche dalla Corte di Cassazione (Cass. n. 16135/2020) il datore potrebbe addirittura decidere di revocarli unilateralmente.

A fondamento di tale decisione e della mancanza di un diritto automatico del dipendente in smart working alla corresponsione dei buoni basto vi è la loro valenza: non si tratta, infatti, di elementi della retribuzione in senso stretto, bensì di un’agevolazione di carattere assistenziale collegata al rapporto di lavoro da un nesso meramente occasionale e la cui concessione è legata e subordinata alle concrete modalità di organizzazione del lavoro.

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